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Pubblicita' insanguinata: no bloody olympics games
Di Gianetico (del 20/03/2008 @ 02:54:56, in post di carattere sociale, linkato 10527 volte)

L'ingiustizia commessa in un luogo qualunque è una minaccia alla giustizia ovunque.

Martin Luther King

 

Posso solo immaginare la quantità di investimenti pubblicitari sui giochi olimpici del sangue.

Solo accettando l'invito al dialogo, la Cina può cambiare la sua immagine e tutelare il suo popolo sparso nel mondo.

In questo momento nella capitale Lhasa del Tibet occupato, si sta perpetrando l'ennesima persecuzione sanata col sangue di innocenti, nulla di strano per un paese che non ha preso posizione nei confronti del regime militare birmano, e che continua a mantenere la pena di morte, e disattende gli impegni per la riduzione del riscaldamento globale.

Vi invito a leggere il libro di una donna Ama Adhe, "La voce che ricorda", edito Sperling & Kupfer, la cui vita ha percorso la storia del popolo Tibetano, da popolo libero, ad "altruisticamente occupato" da coloni cinesi, sino all'invasione armata Cinese, coi suoi campi di concentramento e fosse comuni. Ho riletto in questo 8 marzo l'esempio di una donna coraggiosa che ha lottato per il suo popolo e per la verità.

Chiude il suo libro scrivendo: "Sento che adesso ho adempiuto alle mie responsabilità e prego perchè il mondo sia liberato dalle atrocità e dalle miserie che io e il popolo tibetano abbiamo subito. Spero che si possa in questo modo ottenere la pace di cui abbiamo veramente bisogno e possa la gente comprendere che i conflitti non si devono risolvere con la violenza. Io spero che voi lettori aiutiate il Tibet poichè tutti noi che viviamo in questo piccolo pianeta siamo collegati e le sofferenze degli uni sono le sofferenze degli altri. Ho fede che non esista sulla terra nulla di più potente della verità. E presto o tardi la verità deve essere conosciuta."

Alle parole di Martin Luther King aggiungerei che accettare (ossia non opporsi) l'inumano o l'ingiustizia in un luogo qualunque è accettare l'ingiustizia verso di noi, e prestarsi al portarla ovunque col silenzio o agendo, che è lo stesso.

E l'immagine dell'Italia? Il precedente governo non si è compromesso nel ricevere il Dalai Lama: non era stato invitato!

Ed ora? Qualche timido sollecito di D'Alema, d'altronde il numero dei morti è inferiore al numero delle aziende italiane che possono far business laggiù: Atleti italiani, state a casa o portate con voi la protesta per la pace e contro la pena di morte!!

-GIANETICO-

 

 

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